Cari amici, in occasione dell'uscita del nuovo album di Ilaria Porceddu vi posto un'intervista che ha rilasciato alla giornalista Alice Voltolina per libero.it
"Cos'è cambiato dalla fine di X Factor?
Sono cambiate tante cose: stando dentro il loft non mi riprendevo conto di quello che c'era fuori, stavo vivendo un'esperienza normalissima e anche molto famigliare, poi quando sono uscita ci siamo subito messi a lavorare, abbiamo subito registrato il disco, insomma... è cambiato tutto, completamente!
Sinceramente mi aspettavo di sentire pezzi che portassero la tua firma, invece vedo che gli inediti sono stati scritti da Viti e Capasso...
Sì, loro sono i due autori coi quali collaboro dal 2004, abbiamo pensato che come prima uscita fosse meglio un album un po' più consolidato. Magari per il prossimo album, se ci sarà un prossimo album, spero di poter firmare qualcosa di mio. Le idee su cui lavorare ci sono, speriamo di poter puntare su quello la prossima volta.
Quindi per adesso sei impegnatissima nella promozione del tuo lavoro... Niente vacanze?
Speriamo di no! Ora è tempo di lavorare per me. Magari qualche week end tornerò a casa a godermi un po' di sole e di mare, ma per adesso bisogna battere il ferro finché è caldo, quindi promozione nei vari negozi e in alcuni casi anche con performance live, dove è possibile per lo meno
Suono naturale è il titolo dell'album e anche della prima canzone: è l'aggettivo cheti descrive meglio?
Sì, ho deciso di puntare su questo brano perché è quello che mi rappresenta di più. Questo è un disco molto intimo, molto personale, e le canzoni, da Suono Naturale a Io ce la farò, da Il contatto a Stella che cadi, sono quelle di una persona che si racconta attraverso il suo lavoro.
In genere lo si dice quando chi canta è anche chi scrive i pezzi...
Le persone con cui lavoro mi conoscono benissimo, molto più di quanto si possa immaginare: conoscono tutto quello faccio, mi vedono nei miei momenti belli e anche in quelli brutti, quando rido e quando sono malinconica, sono miei amici prima di tutto e quello che hanno scritto lo hanno scritto perché sanno come sono. Questo disco è una parte di Ilaria che parla e i testi inediti sono tutti autobiografici...
Oltre a naturale, quali altri aggettivi ti descrivono al meglio?
Determinata, solare e allo stesso tempo malinconica: è un paradosso lo so ma è così, ho sempre il sorriso sulle labbra però poi ogni tanto il mio animo malinconico prevale su quello solare.
E in fatti, hai ricordato tu stessa in un'intervista, c'è qualcuno che ti chiama "Ilagna"...
(ride, ndr) sì perché mi viene fuori molto quando canto...
Però ci ridi sopra...
Ma sì perché è vero che c'è questa parte di me e lo so che sono molto drammatica quando canto. In genere le persone che dicono questa cosa sono quelle a cui non piaccio...
Pensi possa essere uno dei motivi per cui non sei mai arrivata "alla pancia" di Simona Ventura?
Non credo. Penso invece che a lei piacciono semplicemente personalità più forti, come Giusy sulla quale Simona ha deciso di puntare tutto e che è completamente diversa da me, è il mio opposto.
Nell'album c'è anche un brano di Alex Baroni: come mai questa scelta?
Un omaggio che ho voluto fare. Marco Rinalduzzi, che è il produttore, ha sempre fatto mettere una chicca negli album dei suoi artisti, una canzone solo chitarra e voce, e poi Marco oltre ad aver avuto un legame artistico con Alex era anche suo amico: quando abbiamo riascoltato la registrazione aveva la pelle d'oca.
Le persone con cui collabori credono molto in te e si aspettano grandi cose: senti di più la responsabilità o la sicurezza?
Tutto quello che ho me lo sono guadagnato con le mie forze perché è una cosa che volevo fare fin da piccola. Ho fatto tanti sacrifici, mi sono trasferita a 18 anni a Roma quindi sì mi sento responsabile ma anche protetta, loro credono in me e ne sono felice, spero di continuare questa collaborazione, ormai siamo una squadra.
Festivalbar è stato sospeso. C'è chi vorrebbe farlo diventare una sorta di Sanremo d'estate: ti vedi più sul palco dell'ariston o in quelli delle piazze come nel festival lanciato da Solvetti?
Personalmente mi vedo più a Sanremo, quello classico, non perché io mi senta particolarmente classica ma perché anche se molti non ci credono più, a Sanremo, in realtà nella carriera di un artista c'è sempre il passaggio li, quindi mi piacerebbe più quello, indipendentemente dal risultato."



